Di Matteo, il Chelsea e l’Italia

Roberto di MatteoAnche se sono passati un po’ di giorni voglio esprimere la mia opinione su Di Matteo e la finale di Champions.

Alla vigilia il giovane allenatore italiano stava subendo una strana situazione.

Ha preso in corsa un Chelsea in crisi, gli ha dato un’identità e l0 ha portato alla finale di Champions League dopo aver eliminato in semifinale l’osannato Barcellona.

Nonostante questo il patron Abramovic era in cerca di un nuovo allenatore per la sua squadra. La fine di Di Matteo al Chelsea era segnata anche se avesse vinto la Champions.  Parole che non nascondevano molta sfiducia nelle qualità dell’allenatore e nelle reali possibilità di vincere la manifestazione più importante d’Europa.

Il problema è che Abramovic vuole per la sua squadra, sia come giocatori che come staff tecnico, dei protagonisti, carismatici e che attirino i media.

Il Chelsea dovrebbe essere, nelle intenzioni di Abramovic, allo stesso modo sfacciata, spregiudicata e sempre protagonista nel gioco. Un po’ quello che vorrebbe Berlusconi per il Milan.

Il gioco di Di Matteo viene definito ‘all’italiana’ in senso dispregiativo: attendista, sempre in difesa, con uomini contati nelle azioni d’attacco.

Nella finale di Champions però Di Matteo ed il Chelsea hanno vinto. E se quello che hanno mostrato è stato un gioco all’italiana, va bene lo stesso.

Perchè quello che ha fatto l’allenatore è stato di valutare le individualità che aveva a disposizione e cercare il gioco che ne esprimesse al meglio le qualità a vantaggio della squadra.  Non è colpa di Di Matteo se la maggior parte dei giocatori del Chelsea eccelle nell’agonismo, nella difesa e nel possesso palla.

E comunque è stata una sfida appassionante, magari non bella dal punto di vista stilistico, ma che ha creato davvero tante emozioni ai tifosi di entrambe le squadre ed anche agli spettatori neutrali.

Fatto sta che la Champions l’hanno vinta davvero ed adesso anche Abramovic, pur malvolentieri, si rende conto che non si può licenziare l’allenatore che ha vinto la coppa che inseguiva da anni.

La riconferma di Di Matteo al Chelsea mi sembra un atto dovuto, ma si perde, per ora, l’occasione di vederlo tornare in Italia.

Lazio e Fiorentina avevano già avviato i colloqui, credendo nell’allenatore molto di più di quanto ci credesse Abramovic.  Per La Fiorentina specialmente Di Matteo sarebbe stato un uomo immagine da cui ripartire, ma che avrebbe portato anche tanta concretezza.

Cosa ha trasformato improvvisamente un allenatore alle sue prime esperienze in uno dei top d’europa ? Secondo me la scuola Premier League è insuperabile. I talenti del nostro calcio che sono emigrati dalle parti di Londra hanno fatto tutti benissimo, prima da giocatori e poi da allenatori. Basta ricordare le buone esperienze di Vialli e  Zola. Peccato che poi in Italia nessuno abbia avuto il coraggio di credere nell’esperienza e capacità dei giovani allenatori. Magari se Di Matteo veniva davvero licenziato dal Chelsea si poteva aprire una nuova pagina per il calcio italiano.




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Di Matteo, il Chelsea e l’Italia ultima modifica: 2012-05-23T22:06:56+00:00 da 3Pareggi admin

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