Danimarca – Italia: 5 cose che abbiamo imparato sulla Nazionale

gilardino e aquilani

Danimarca – Italia, valevole solo per la prima come qualificazione al Mondiale in Brasile 2014, visto che gli azzurri si erano già qualificati in anticipo, è finita in un’isperato pareggio dopo che al gol di Osvaldo ha risposto per due volte Nicklas Bendtner, tra l’incredulità e lo sberleffo dei tifosi italiani che ricordano la sua asfittica avventura alla Juventus .

Non è stata una gran partita per la nazionale italiana, che ha capitalizzato le poche azioni pericolose in avanti.

Però da questa partita abbiamo imparato 5 cose sulla nostra nazionale di calcio.

L’Italia non chiude e non si arrende

La Nazionale di Cesare Prandelli ha carattere. Non si arrende, lotta e cerca il risultato fino all’ultimo minuto.

Forse è la migliore qualità di questa squadra. Purtroppo la nazionale soffre anche del male più comune in serie A, cioè non riesce a chiudere le partite quando è in vantaggio. Non sa dare il colpo del KO agli avversari in difficoltà.

Tradizionalmente i giocatori in nazionale mostrano il loro miglior gioco contro le migliori formazioni, mentre snobbano e corrono pericoli con squadre dove il pronostico li vede favoriti.

Contro la Danimarca, gli azzurri cancellano una sconfitta comunque immeritata, quando Alberto Aquilani segna al 91 °.

Pablo Osvaldo potrebbe avere prenotato un posto in Brasile

Il talento italiano-argentino è sempre stato un aggregato di lusso alla squadra, Non si sapeva mai per quanto tempo sarebbe durato .

Ora, anche avendo modo di giocare con più continuità ed acquistando fiducia con il nuovo club del Southampton in Premier League, Osvaldo ha mostrato il suo tocco di brillantezza inaspettata contro la Danimarca, segnando un gran gol e prenotando un posto per il Brasile .

Prandelli ha reso l’Italia versatile

Rispetto alla squadra di Lippi adesso la nazionale è più versatile e può cambiare in funzione dei giocatori a disposizione. Cesare Prandelli ha rivoluzionato il gioco rendendolo più piacevole e provato soluzioni differenti anche nel corso della stessa partita.

Se la formazione base dovrebbe essere un 3-5-2 sullo scheletro della Juventus (atteggiamento che ha sempre portato la nazionale a vincere) a seconda della situazione, è passato o ha iniziato a giocare con un 4-3-3 o un 4-2-3-1, dove può sfruttare pesantemente il nuovo afflusso di giocatori di qualità in attacco come Stephan El Shaarawy, Lorenzo Insigne e Giuseppe Rossi .

I tifosi italiani sognano

Non c’è dubbio che i fans italiani si siano riaffezionati alla Nazionale e sognano in grande.

Dopo che la Coppa del Mondo 2010 in Sud Africa è diventato un incubo per i tifosi azzurri, questa prossima avventura in Brasile potrebbe restituire qualche gioia.

Considerando come l’Italia ha dominato il proprio gruppo nella fase di qualificazione e la qualità del gioco espresso, purtroppo non allo stesso modo in tutte le partite, non vengono posti limiti alle possibilità di vittoria.

Una rosa completa e competitiva

In panchina abbiamo molti giocatori che potrebbero essere titolari.

Giocatori come Alberto Aquilani e Alberto Gilardino devono fare un buon campionato se vogliono essere sul volo per il Brasile, ma non c’è dubbio che potrebbero essere utili. La concorrenza però è tanta e di qualità.


Danimarca – Italia: 5 cose che abbiamo imparato sulla Nazionale ultima modifica: 2013-10-13T18:24:55+00:00 da 3Pareggi admin

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